Cappuccino in the Clouds
editing post-produzione

Before and After of the Week: part 1

La postproduzione è sempre un argomento che affascina, incuriosisce, fa nasce discussioni bibliche e dalla durata infinita. Esattamente come tanti anni fa i nostri padri, o nonni, passavano le ore in camera oscura per far emergere dalle ombre di una pellicola lo scatto, in un modo non tanto dissimile nasce una fotografia moderna. La differenza? Che oggi si parla di camera chiara, che per fortuna non dobbiamo stare più ore al buio ad attendere reazioni chimiche, e il tuo scatto lo puoi “sviuppare” infinite volte. A patto che tu scatti in RAW, cioè in formato grezzo, mi sembra ovvio. 
Mi piace sempre mostrare il lavoro che c’è al pc dietro uno scatto, far vedere il processo mentale e creativo che si cela anche dietro il celeberrimo, odiato, osannato, criticato Photoshop. 
 
Generalmente come ho detto tante volte, in realtà la mia postproduzione si ferma a Lightroom, dove riesco a completare quasi tutto il lavoro. Ci sono volte in cui invece ho bisogno di Photoshop, ma in quei casi lo noterai da solo o te lo farò notare. Elementi che ci sono e non dovrebbero, elementi che mancano e vanno aggiunti, vuoi per dare un contesto vuoi per riempire il frame. 

 

 

Nel frattempo, ho deciso di creare questo nuovo appuntamento settimanale, qui sul blog, in cui mostro tutti gli scatti pubblicati nella settimana precedente su Instagram, e gli scatti originali. Storti, bui, con prospettive anche alterate, insomma lo scatto nudo e crudo, preso in formato NEF e affiancato allo scatto finale che trovi su Instagram. (se non mi segui ancora, puoi farlo qui  )

Detto questo mi sembra davvero superfluo continuare a parlare, e mi sembra più giusto , dopo queste premesse, lasciarti guardare tutti i prima e dopo di questa settimana! Se hai qualsiasi dubbio, curiosità, o vuoi semplicemente che io approfondisca qualche argomento, sono sempre a tua completa disposizione. In fondo al post troverai un box per lasciarmi un messaggio, e correrò a leggerlo. 

 

 

 

 

 

 

 

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7 Comments

  • Reply
    TroughIlGuarina'sEyes
    dicembre 8, 2017 at 9:58 pm

    Beh mi ritrovo tantissimo nella tua post produzione!! Scatti che risorgono ❤️

  • Reply
    HOME SHAPED
    dicembre 9, 2017 at 1:01 pm

    Molto interessante questo post! Mi piace l'idea della rubrica before&after! 🙂

  • Reply
    Sara Pagano
    dicembre 9, 2017 at 4:24 pm

    Non avevo alcun dubbio a riguardo Guglielmo! <3

  • Reply
    Sara Pagano
    dicembre 9, 2017 at 5:42 pm

    Penso sia sempre molto illuminante avere un termine di paragone! Potresti adattarlo anche tu per l'arredamento, vale più di mille parole ^^

  • Reply
    Federica
    febbraio 28, 2018 at 8:49 pm

    Sara ho appena scoperto questa tua rubrica e mi piace da morire! Seguo con incanto (davvero, non per elogiarti) il tuo profilo Instagram e vorrei tanto imparare da te… io non riesco a rinunciare ai colori originali della foto ma le tue immagini sono meravigliose, così calde e solari. Davvero complimenti!

    • Reply
      Sara Pagano
      marzo 1, 2018 at 4:01 pm

      Ciao Federica! Grazie davvero per le tue parole, sono davvero felice che tu abbia trovato interessante questa raccolta di post.
      Penso che la fotografia sia interpretazione, ognuno interpreta con colori e scene ciò che ha dentro, prova semplicemente a tirar fuori quello che più ti rappresenta e senti tuo, per qualsiasi altra cosa, sono a tua completa disposizione! Un bacione!

  • Reply
    Before & after, il prima e dopo delle foto pubblicate su Instagram
    maggio 6, 2018 at 1:05 pm

    […] Non uso applicazioni magiche sul telefono (anche se qualche app davvero utile “on the go” c’è, ne parleremo più avanti) o i filtri nativi di Instagram, bensì – per i miei scatti grezzi realizzati con reflex e nel formato raw – mi diletto nel magico mondo della post produzione attraverso Lightroom e – per modifiche più profonde – Photoshop: faccio quello che una volta si faceva in camera oscura, per capire meglio il concetto di camera oscura vi rimando alla descrizione di Sara del progetto “Cappuccino in the Clouds”. […]

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