Cappuccino in the Clouds
editing post-produzione

Before and After of the Week: part 6

Ho deciso di creare questo nuovo appuntamento settimanale, qui sul blog, in cui mostro tutti gli scatti pubblicati nella settimana appena trascorsa su Instagram, con accanto gli scatti originali. Storti, bui, con prospettive anche alterate dagli obiettivi, insomma lo scatto nudo e crudo. Esattamente come si presenta una volta premuto il pulsante di scatto. Benvenuto al quinto appuntamento, sono molto felice che anche questa settimana tu sia qui. Questa settimana ci sono stati un bel po’ di cambiamenti cromatici, ci siamo buttati a capofitto nei verdi più impossibili e improbabili. E’ un bel po’ che non ci sentiamo, vero? Penso sia giunto il momento di recuperare qualche before/after! Pronto?

Giorno 1. Siamo tornati a Paestum. Ti confesso che questi sono i primi scatti fatti col 35mm. Mi sono trovata molto in difficoltà, un’ottica fissa, la prima ottica fissa della mia vita, e l’istinto di girare lo zoom per allontanarmi o avvicinarmi è sempre tanto, a volte anche ora. Ho dovuto imparare prima di tutto a muovermi io nella scena. 

 

Giorno 2. Uno scatto di Cava, sempre  di quel pomeriggio di pausa studio. Come prima cosa ho ritagliato in maniera strategica lo scatto per non mostrare le lamiere. In secondo luogo ho tirato fuori tutti i dettagli del cielo e scaldato un po’ la scena. Su Instagram lo scatto è un po’ diverso da questo, ho anche ingrandito leggermente la luna, e l’ho spostata per averla sul terzo di sinistra. 

 

Giorno 3. La difficoltà dello scattare nella mia città sta nella luce. Il porticato crea una scena ad alto contrasto, la prima cosa quando ci si trova in situazioni del genere è esporre il cielo, sempre. Il resto della scena sarà sempre piuttosto scuro, come in questo caso, ma è assolutamente recuperabile aprendo le ombre. Et voilà.

 

Giorno 4. Ogni tanto sento sempre la mancanza delle foto di Venezia, e sopratutto mi cimento sempre in nuove post produzioni. Scattare in RAW significa proprio questo: ogni volta che riapro uno scatto al pc, potenzialmente potrei produrre una fotografia nuova per tonalità e colori. Il cielo è assolutamente originale, anche se dal RAW si nota appena, non c’è stata nessuna manipolazione. Ho soltanto corretto un po’ la prospettiva del palazzo sulla destra e tirato le alte luci e le ombre per avere una buona esposizione sia del ponte che del cielo.

 

Giorno 5. Qui probabilmente qualcuno ci resterà piuttosto male. Questo scatto è stato realizzato per il 52weeksinpics (se non sapete che cos’è questo progetto, potete trovarlo qui ) Mi sono dovuta far aiutare per realizzarlo. Questa è la cosa che comunque apprezzo di più del 35. Si comporta bene con i paesaggi ma magnificamente anche come macro. Le orchidee erano davvero piccine. Ho dovuto far tenere a mia sorella un pannello dietro la pianta, in modo da avere uno sfondo omogeneo che non disturbasse il soggetto in primo piano, e trovare l’angolazione migliore in modo che la luce colpisse in maniera ottimale la goccia d’acqua sul fiore in basso a sinistra.

 

Giorno 6. In verità questo scatto era stato prodotto in orizzontale. Al computer poi mi sono resa conto che la bellezza dello scatto stava proprio nella luce e di come impattava sulla facciata del palazzo. Ho deciso quindi di adattarlo al 4:5.



Giorno 7. Niente da aggiungere. Godetevi una stradina invernale delle 3 del pomeriggio.

In teoria abbiamo finito, però però però, non mi sognerei mai di lasciarvi senza QUELLO scatto, ve lo avevo promesso, e quindi questa settimana ci salutiamo così. Palazzo Mannajuolo è un palazzo in stile Liberty che si trova in Via dei Mille a Napoli, quartiere di Chiaia, zona di shopping e passeggio. Se entrate c’è un portiere, mi raccomando, è un quartiere residenziale, il palazzo è abitato, quindi se volete andare a fare qualche fotografia, fatelo sempre nel massimo rispetto delle persone che vi abitano. Niente schiamazzi, niente problemi al custode. La scala che conduce ai vari piani è uno spirale pazzesca, comparsa anche nel film di Ozpetek “Napoli Velata” . Io come al solito ormai viaggio soltanto col 35 mm in borsa. Anche perchè l’alternativa sarebbe stata il 18-55. Mi avrebbe permesso sì di fare probabilmente in un singolo scatto tutta la visuale, ma al prezzo di una bassa qualità, probabilmente con grossi problemi di luminosità, e quindi forse lo scatto non ci sarebbe proprio stato perchè pieno di micromosso. ( già il 35 è andato in crisi,figuriamoci il 18-55). In questo modo, ho dovuto alzare gli ISO a 1000 (che con la Nikon d80 è un suicidio annunciato, il rumore galoppa) e pregare che riuscissi a tenere quanto più ferma possibile la macchina fotografica.

Quindi, che fare? Mi sono messa in un angolo dell’ingresso, il più lontano possibile. Ho cominciato a fotografare dal basso, lentamente, partendo dal corrimano e lentamente ho spostato verticalmente la macchina cercando di stare più dritta possibile nello spostamento. Mi spostato e scattavo. Così fino all’apice. Gli scatti sono stati realizzati in orizzontale per avere abbastanza “aria” nel frame. Una volta realizzati infatti, a casa, li ho prima postprodotti in maniera quanto più omogenea possibile (dove non era possibile, pennelli e curve a gogo) e poi ho creato una nuova tela, enorme, in cui ho sovrapposto con la massima attenzione i vari scatti. 

 

 Qualche mezz’ora dopo, dopo qualche smadonno di troppo, il risultato finale. In realtà anche qui, instagram ha penalizzato tantissimo lo scatto, avendo un formato molto tozzo. L’immagine originale è assai più lunga e snella. L’ho dovuta attozzire un po’.  

 

 

E lo scatto finale:
 
 




Bene! Anche per questa settimana abbiamo concluso! Se hai qualsiasi dubbio, curiosità, o vuoi semplicemente che io approfondisca qualche argomento, sono sempre a tua completa disposizione. In fondo al post troverai un box per lasciarmi un messaggio, e correrò a leggerlo! Un bacione

 

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