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Napoli: le dieci cose che non puoi perderti

Mi è stato chiesto in questi giorni, da una ragazza che sta per scendere per la prima volta a Napoli, quali sono secondo me le cose che un’appassionata di fotografia, nonché amante della cultura, non può assolutamente perdersi a Napoli. Quali sono insomma le cose che la rendono Napoli, e così ho deciso di scrivere queste quattro (si fa per dire) righe. Prima di tutto una premessa: figlia mia, non ti basterà una vita intera per conoscere Napoli. La giro da anni eppure ancora mi sorprende, trovo cose da vedere e di cui innamorarmi. E’ stata una sfida anche per me scrivere questo articolo, devo (e devi) ringraziare soltanto il fatto che nella mia agenda ho dedicato una pagina all’argomento: cose da vedere a Napoli. Sono seria. Quindi partiamo in questo viaggio, sperando che sia utile non solo a questa ragazza che veramente mi ha lusingata prendendomi come riferimento, ma anche per tanti altri che decidono finalmente di mettere piede in una delle metropoli più spettacolari del mondo.

 

Cappella San Severo

Come detto, troverete in questa lista di cose da fare e da vedere anche musei: l’arte è una componente imprescindibile di Napoli. E Napoli è famosa per il suo Cristo Velato, si mormora che gli studenti universitari non possano andare a vederlo, altrimenti non si laureano più. Io ci sono andata, per il momento le cose mi stanno andando bene, e poi è troppo bello per perderselo. La sua realizzazione fa discutere persone da centinaia di anni. Il velo che copre Cristo è frutto di un artista troppo bravo e troppo folle, o di un mago? Di un alchimista? Come cavolo ha fatto a renderlo così straordinariamente vero e sofferente? Non si sa. La cappella è tutta un gioiello ricca d’arte, non trovate solo il Cristo Velato, le opere di Sanmartino, tutte, sono straordinarie e mettono in mostra la sua eccezionale bravura nel ritrarre l’umanità. Per gli appassionati poi delle scienze, non potete assolutamente perdervi le Macchine Anatomiche. La cappella si trova a Piazza San Domenico Maggiore, dove trovate una delle più note pasticcerie di Napoli, Scaturchio. Buonissime le sue sfogliatelle, per i babà tenetevi pronti altrove però.

 

Certosa di San Martino e Castel Sant’Elmo

Vesuvio visto da Castel Sant’Elmo

Arroccate sulla collina del Vomero, da Castel Sant’Elmo si gode di una delle viste più incredibili della città. Era un castello a scopo difensivo secoli fa la cui caratteristica è la forma a stella, un esperimento ingegneristico in modo che la forma del forte si adattasse alla collina quanto più è possibile. Gli spalti consentono una vista a 360° di tutta la zona sottostante, avrete tutta Napoli ai vostri piedi, dal Centro Direzionale a Procida, ed inoltre trovate delle bellissime opere di architettura moderna, collocate al Castello dopo un concorso tra giovani artisti emergenti. Notevole è Tempo Interiore di Rosy Rox. Salire a Castel Sant’Elmo vi farà riconciliare col mondo. Per raggiungerlo vi basta scendere alla fermata Vanvitelli della Linea 1. Cinque minuti a piedi, e poi per tornare in centro, consiglio assolutamente di scendere per il Petraio, un’antica strada che unisce la collina del Vomero con il Corso Vittorio Emanuele ed insieme alla Pedamentina di San Martino, offrono scorci fantastici.

 

Castel dell’Ovo

Castel dell’Ovo, via Lungomare Caracciolo

Una delle più fantasiose leggende napoletane farebbe risalire il suo nome all’uovo che Virgilio avrebbe nascosto all’interno di una gabbia nei sotterranei del castello. Il luogo ove era conservato l’uovo, fu chiuso da pesanti serrature e tenuto segreto poiché da “quell’ovo pendevano tutti li facti e la fortuna dil Castel Marino“. Altro posto spettacolare che può essere visitato gratuitamente, e da cui potete godervi una bellissima veduta del lungomare. Accanto a Castel dell’Ovo, la bellissima fontana del Gigante, che ha una delle storie più tormentate tra le fontane napoletane.

Fontana del Gigante, lungomare Caracciolo

 

Spaccanapoli

Spaccanapoli vista da Castel Sant’Elmo

« Nel mezzo della città si apre via Spaccanapoli, un rettilineo di più di un chilometro, stretto e vociante, che divide in due l’enorme agglomerato. È il cuore di questa babele della storia. Qui visse e morì Benedetto Croce» (Stanislao Nievo)

Secondo voi devo aggiungere altro? E’ un brulicare di vita Spaccanapoli, è stata scelta come location da Dolce e Gabbana per la loro sfilata, ripeto, devo aggiungere altro? Sì, aggiungo, la strada è lunghissima, in realtà sono 7 sette strade a comporla, lungo cui troverete condensati la storia, la cultura e le tradizioni napoletane. I presepi, le botteghe artigianali come l’Ospedale delle Bambole. E’ qui che vi consiglio di mangiare, perchè trovate due delle mie pizzerie preferite. La prima è ovviamente Sorbillo a Via dei Tribunali: la riconoscete subito, per via della sua folla sempre in attesa, e per le decorazioni rampicanti. La seconda si trova poco più avanti, ed è Di Matteo. Quest’ultimo è diventato il quartier generale mio e di Vincenzo quando decidiamo di mangiare a Napoli e siamo in centro. Non sappiamo fare a meno della sua frittatina di pasta. Non voglio descriverla, perchè dicendovi che cos’è e cosa c’è dentro, la maggior parte di voi resterebbe disgustata. Dovete assaggiarla, e sono sicura che cambiereste idea al volo. Da qui vi conviene raggiungere poi la Cappella Sansevero se interessati. Però prima di lasciare Spaccanapoli, proprio all’altezza di Sorbillo, nel Vico Fico, c’è una persona che dovete assolutamente salutare..

Pulcinella, visto in: Vico Fico del Purgatorio

 

I palazzi di Napoli

Vista grandangolare della scala di Palazzo Mannajuolo,, Via dei Mille

L’altra grande cosa che caratterizza Napoli sono i suoi palazzi, intendo quelli in cui vive la gente comune. Camminate lungo Spaccanapoli e siate sempre vigili: guardate dentro i portoni , vi ritroverete all’improvviso ad osservare cortili persi nel tempo, palazzi dalle arcate sensazionali. Personalmente ho pensato un mio tour di palazzi da visitare, che però ancora non ho fatto, lo confesso, sono sempre troppo impegnata.

Palazzo Mannajuolo: si trova in via Filangieri 37, è uno dei migliori esempi di architettura Liberty a Napoli. Nella parte centrale dell’edificio è stata costruita la scala principale ellissoidale, con balaustra in ferro battuto. Questa scala principale presenta un perfetto andamento ellissoidale, ed è unica nel suo genere. Mi raccomando solo una cosa: è un palazzo privato, massimo silenzio e rispetto per i condomini che ci vivono. Lo vedete in foto.

Palazzo dello Spagnuolo: si trova nel quartiere Sanità, di fronte alla chiesa dei Padri della Missione. La caratteristica principale dello Spagnuolo è una monumentale scala a doppia rampa, definita ad “ali di falco”. La scala presenta cinque aperture per piano che, ad accezione dell’ultimo, si sviluppano simmetricamente. L’interno e l’esterno sono ornati con decorazioni a stucco in stile rococò.

Palazzo Zevallos Stigliano: si trova lungo via Toledo, al momento ospita la banca Unicredit , più che un palazzo è in realtà una vera e propria galleria, in questo momento c’è una mostra pazzesca dedicata a Fergola, un artista e pittore napoletano. E’ una mostra che vale la pena vedere per conoscere bene le origini di Napoli. Chi siamo, da dove veniamo, Fergola lo ha dipinto in maniera critica e fedele. Una sorta di fotoreporter dell’epoca. Ho partecipato alla mostra qualche settimana fa e l’ho apprezzata tantissimo nonostante mi fosse sconosciuto l’artista. Trovate in questo periodo anche un Caravaggio, il Martirio di San’Orsola.

Palazzo Medici: un tempo abitato dalla famiglia fiorentina, di cui però ha conservato davvero poche tracce. Si trova a Materdei. Vale la pena perchè a questa visita si può affiancare un giro da Starita, dispensatore di gioie, pizze e pizze fritte.

Palazzo Spinelli: si trova in via dei Tribunali 362, si distingue per la sua magnificenza, a partire dal meraviglioso atrio circolare con stucchi e statue, nasconde un mistero. Si dice che qui si aggiri ancora il fantasma della bella Bianca, damigella di corte, murata viva. Se decidete di passare per Spaccanapoli, potete pensare di passare a visitarlo, e potreste abbinarci invece la pizza di Sorbillo, sito proprio in via dei Tribunali.

Palazzo Donn’Anna: è tra i palazzi più misteriosi ed affascinanti di Napoli, Palazzo Donn’Anna con la sua aura di bellezza decadente, è unico nel suo genere. In questo palazzo di Posillipo in mezzo al mare, si dice che si siano consumati grandi amori tra teste coronate e terribili vendette.

 

Toledo e MetroNapoli

Stazione di Toledo, Via Toledo

Secondo il quotidiano inglese The Daily Telegraph è la stazione della metropolitana più bella d’Europa, primato confermato anche nella classifica della CNN. Mentre nel 2013 vinse il premio “Emirates leaf international award” come “Public building of the year” (“Costruzione pubblica dell’anno”). Inoltre recentemente è stata oggetto di una conferenza all’Istituto italiano di Cultura di New Delhi. Progettata dall’architetto spagnolo Óscar Tusquets Blanca, la stazione serve per spostarsi sia nella zona del rione Carità sia nella zona degli adiacenti Quartieri Spagnoli, nonché della vicina piazza Carità, fa parte della Linea 1 della metropolitana. La stazione è decorata da mosaici e lucernari con le tonalità dominanti del blu e dell’ocra. Man mano che si procede verso l’interno si ha sempre di più l’impressione di addentrarsi nelle profondità marine, ci sono esposizioni di opere di artisti contemporanei, tra cui anche quelle del fotografo Oliviero Toscani. Vale la pena però scendere a più fermate della Linea 1, che prende appunto il nome di Stazione dell’Arte, proprio perchè ogni fermata è stata affidata ad un artista che l’ha resa un capolavoro. Il piacere di viaggiare.

 

 Port’Alba e piazza Dante

Napoli, piazza Dante

Port’Alba è il primissimo ricordo che ho di Napoli, avevo 11 anni. Molti personaggi noti hanno attraversato Port’Alba, varcandone la soglia per “entrare o uscire” in un mondo popolato dal mercato dei libri antichi, moderni e scolastici. E’ qui infatti che venivo ogni anno a comprare i libri di scuola col mio papà, a settembre, come tantissimi altri figli e genitori, cercando sconti e offerte vantaggiose nelle infinite librerie di questo vicoletto. All’epoca mi sembrava una piccola Hogwarts partenopea, mi aspettavo di veder spuntare un Olivander da un momento all’altro. Oggi invece via Port’Alba è frequentata da critici di storia dell’arte, come il professor Vittorio Sgarbi, che spesso si reca tra le storiche bancarelle polverose, in cerca di qualche manoscritto o libro antico da poter acquistare a un prezzo vantaggioso. Gli edifici di questa strada risalgono al ‘700 e da sempre ospitano librerie e antiche pizzerie: tra un libro e una pizza fumante piegata “a portafoglio”, passeggio ancora oggi per giungere ai primi metri del decumano maggiore, per arrivare alle storiche mura greche in Piazza Bellini. Consigliata assolutamente la pizza a portafoglio di Port’Alba, argomento che ci porta dritti all’ultimo punto di questa lista che ha fatto venire il mal di testa anche a me.

Piazza Plebiscito, Palazzo Reale

Palazzo Reale di Napoli, dettaglio

Immaginate la situazione. Siamo nel 1500, arriva a Napoli la notizia che il re più potente del mondo, Filippo II, vuole arrivare a Napoli. E dove lo facciamo alloggiare? Si chiedeva don Ferdinando disperato. Lui era un vicerè, mica aveva un palazzo come tutti i grandi sovrani d’Europa. Ma poteva mai accogliere l’uomo più potente del mondo in un palazzo qualsiasi? Chiamò immediatamente Domenico Fontana, e gli spiegò la situazione: doveva costruire un palazzo magnifico, dovevano lasciare Filippo a bocca aperta. Domenico si mise subito all’opera, e realizzò in due anni un’opera magnifica, immensa, il palazzo più lussuoso che si possa immaginare.

Peccato che poi Filippo cambiò idea, e a Napoli non ci andò più. Intanto, quel palazzo pensato per un uomo potentissimo, fu poi abitato da una stirpe che rese il Regno delle Due Sicilie la leggenda quale è rimasta: sto parlando dei Borbone.

Da qui infatti i Re lazzaroni governavano la città. Badate, non è un’offesa, specialmente Ferdinando amava la gente, parlava soltanto il dialetto, giocava tra la popolazione come un qualsiasi lazzarone, la mattina si svegliava e s’affacciava da quel balcone da cui si intravede un raggio di luce. E che vedeva il Re? Un grande abbraccio, l’abbraccio enorme di Napoli che iniziava a sinistra e finiva a destra con il grande colonnato di Plebiscito.

Piazza Plebiscito, Naples

Non so se mi ha sconvolto di più la ricchezza dell’ingresso, con tutto quel bianco dei marmi, oppure le sale riccamente decorate. In ogni caso, il Palazzo Reale non potete assolutamente perdervelo. Con 7 euro potrete visitare tutta la struttura, ed avere un’audio guida che vi conduce alla scoperta di più di trenta stanze.

 

Infine, attraversate la piazza, arrivate a quella splendida costruzione che è la Basilica di San Francesco di Paola. Se trovate i portoni aperti, entrate. Non voglio svelarvi nulla, però sappiate che rimarrete a bocca aperta, e per vedere qualcos’altro di tanto bello, dovrete andare soltanto a Roma, e basta mò, non dico più niente! Ah no, un’ultima cosa!

 

Mangiare a Napoli

Napoli è una città bellissima, ricca di arte, ma soprattutto ricca di cibo ragazzi, ricca di cibo. Napoli è il paese della pizza, e come dice E. Gilbert nel suo libro “Mangia prega e ama” :

Mi ha premuto il foglietto nel palmo della mano e mi ha detto, serissimo “Ti prego di andare in questa pizzeria e di ordinare una margherita con doppia mozzarella. Se non lo farai, preferisco non saperlo, piuttosto al tuo ritorno dimmi una bugia.” E cosi, io e Sofie siamo andate alla pizzeria <> e le pizze che stiamo mangiando ci stanno facendo perdere la testa. La mia pizza mi piace talmente tanto che, nel mio delirio, ho la certezza di piacere anche io a lei. Anzi, tra me e la mia pizza sta nascendo uno stretto rapporto personale, quasi una storia d’amore. La pizzeria ha solo due sale e un forno che non è mai spento. Non c’è molta scelta, solo due tipi di pizza, normale o con doppia mozzarella. Niente che somiglie a quelle pizze finte new age californiane, tutte olive e pomodorini seccati al sole. La pasta, ha un sapore più simile al naan indiano di qualasisi altra cosa abbia mai assaggiato: è soffice, consisstente ed elastica, ma incredibilmente sottile. [..] Sopra c’è una dolce salsa di pomodoro che spumeggia frizzante e cremosa quando incontra la mozzarella fresca di bufala, e al centro di questa armonia, una spruzzata di basilico diffonde su tutta la pizza la sua solarità di erba aromatica, come una smagliante stella del cinema, al centro di una festa, trasmette vibrazioni luminose a chiunque le stia intorno.

Quindi come prima scelta per me nella vita, sempre, c’è Michele, pizzeria da Michele, che a Napoli è presente solo a Forcella, in Via Cesare Sersale, 1, non potete sbagliarvi, troverete a qualsiasi ora una fila immensa di gente in attesa. Se posso darvi un consiglio, andate dopo le due, quando la fila è sicuramente meno lunga. Anche a me, come l’amico di Julia Roberts, se non ci andate, dite una bugia, ma non datemi questo dispiacere.

Se decidete invece di andare a Piazza Plebiscito, visitare il Palazzo Reale e la basilica, non potete non fermarvi da Zia Esterina Sorbillo. Sto parlando della mia più sfrenata passione, la cosa che potrei sognarmi tutte le notti quando deliro: la pizza fritta. Zia Esterina ha un negozietto minuscolo che fa ad angolo proprio prima di Piazza Plebiscito, ha all’ingresso uno schermo in cui vedete il ragazzo preparare le pizze fritte, entrate, date 3 euro e 50 a quel ragazzo e ringraziatelo tutta la vita, vi sta per regalare venti minuti di goduria.

Passando per via Toledo, non potete assolutamente non fermarvi alla

Galleria Umberto

Galleria Umberto

Lo stile di tutta la struttura ricalca quello dell’art nouveau. Regno di Sciucià, di artisti e di commercianti, ma anche dei massoni napoletani. La cosa che più vi salta all’occhio, o per lo meno a me ogni volta che vi entro, è la pavimentazione, che non è più quella originale, andata perduta nella seconda guerra mondiale, ma le è molto fedele. Generalmente io accedo sempre dal lato di Via Toledo, è lì che si trova Mary, famosissima per i suoi babbà e per le sue sfogliate, se siete in zona è una tappa obbligata, l’unica sede è lì. Non potete sbagliarvi: ha una sorta di piccolo carretto molto caratteristico, sentite odore di sfogliate ovunque sotto la galleria, ma Mary, Mary fa una sfoglia e un ripieno che vi farà innamorare. A farvi da compagnia, l’allegria delle voci di un gruppo di vecchietti che ad ora di pranzo si esibisce all’ingresso di Toledo. Chitarre, voci e tanto cuore, sono tre signori avanti con gli anni, che si siedono comodamente in un angolo e tra “Torna a Surriento” e “Reginella”, con voci da baritono, riempiono la Galleria e sembra di essere in un Teatro all’aperto. Ragazzi, potrei continuare questo articolo all’infinito, e dirvi di andare a Capodimonte, dove ci sono due quadri ritrovati di Van Gogh, al palazzo Reale di Napoli, dove vi sembrerà di essere in una piccola Versailles, o di visitare la Basilica di piazza Plebiscito, un piccolo Panteon partenopeo. Vi potrei dire quanto è ricca di arte la Certosa di San Martino, oppure quanto è bella la Casina Vanvitelliana a Bacoli. Vi consiglierei di visitare il Duomo di San Gennaro, classico e celebre esempio di collaborazione laica e religiosa. Napoli è una babele caotica e infinita, brulica di vita a qualsiasi ora del giorno e della notte, spero con questa mia “breve” lista di avervi trasmesso almeno la metà dell’amore che provo per questa città, e di aver aiutato chi volesse visitarla. Nu bacione.

 

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