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Duemila anni in un secondo: Pompei

Pompei non è più una città, non è però neanche un sito archeologico: Pompei è una macchina del tempo che si estende per 66 ettari. Ero già stata a Pompei, tanti anni fa: ero una bambina, e ho ben pochi ricordi a riguardo. Portammo degli amici di famiglia in visita, non ricordo molto altro, ed è proprio per questo motivo che qualche settimana fa ci sono ritornata, da adulta.

La prima premessa che mi sento di farti è : se speri di andare al parco archeologico di Pompei e di visitarlo tutto, sei partito già parecchio male. Non ci riuscirai, ci vogliono intere giornate per visitare tutto il sito. Immagina una città completamente svuotata dei suoi abitanti, e ogni casa è un’opera d’arte, devi entrare casa per casa, negozio per negozio, edificio dopo edificio. Ti posso però dare un consiglio su cosa vale davvero la pena visitare, per tornare a casa abbastanza soddisfatto, avendo visto almeno le cose più belle e importanti. Ma prima di tutto:

Come arrivare a Pompei

Il sito archeologico si trova a poca distanza dalla stazione di Pompei. Io vivo a Cava, quindi ho preso il treno Salerno – Napoli Campi Flegrei, e sono scesa alla fermata di Pompei. Da li sono pochi minuti di camminata tranquilla a piedi. Di ingressi per il parco archeologico ce ne sono ben tre: Porta Marina Superiore (che è il più vicino alla stazione), Porta Marina Inferiore, e Piazza Anfiteatro. Noi abbiamo deciso di fare un tratto di strada a piedi, lungo Via Plinio, per passare davanti al Santuario, ci siamo fermati in un info point e abbiamo comprato guida e mappa del sito, e siamo entrati per Via Anfiteatro. In questo modo abbiamo cominciato al visita proprio dall’Anfiteatro e dalla Palestra grande.

Ti lascio una comoda mappa di Google Maps per arrivare all’ingresso e alla biglietteria con facilità

 

L’Anfiteatro è splendidamente conservato, e in questo momento c’è, nei sotterranei, una mostra dedicata ai Pink Floyd, che si sono esibiti in un Live a Pompei nel ’72, dando vita a un evento che rimarrà nella storia del parco archeologico. Vale la pena fare un giro e guardare i video documentari trasmessi non-stop, anche da non amanti del genere.

Anfiteatro, Pompei

Da li poi siamo passati a vedere la Casa della Venere, è la casa che conserva l’affresco della Venere in Conchiglia. Una sorta di Botticelli con giusto 2000 anni d’anticipo. In questa zona trovate un gruppetto di Ville davvero una più bella dell’altra, c’è la Casa di Giulia Felice e di Ottavio Quartio, quest’ultima è un esempio di come i Romani intendessero la vita, la natura, il giardino.

Via dell’Abbondanza, Pompei

Proseguendo lungo questa strada immensa, che si chiama Via dell’Abbondanza trovate una serie di piccole costruzioni, che si chiamano Termopolii: i romani avevano due concetti di ristorazione. Il primo è molto simile al nostro ristorante, ed era l’Osteria, il secondo, era molto simile al Mc Donalds, si mangiava rapidamente, da asporto, e il cibo era tenuto in caldo in otri incassate nel marmo. Sono i Termopolii. Affacciatevi, vedrete giusto la bocca delle anfore, il resto è tutto nascosto, ma perfettamente conservato.

Salendo lungo via dell’abbondanza, arrivate al Tempio di Iside, e il Teatro Grande. Solo in questo piccolo pezzo di città trovate ben tre teatri e anfiteatri. Il primo è proprio il Teatro Grande, il secondo, adiacente, più piccolo, è l’Odeion . Si gode di una vista splendida, il Vesuvio è a portata di sguardo, e avete una bella vista delle rovine. Sedetevi, guardate la palestra accanto, respirate l’aria di una civiltà mai dimenticata. Però non vi rilassata troppo perchè c’è ancora molto da vedere, e da camminare.

 

Continuiamo lungo via dell’Abbondanza, proprio lì, arriviamo a una sorta di Acropoli tutta pompeiana. Siamo arrivati al tempio di Apollo, e alla zona amministrativa vera e propria della città: il Foro. E’ uno spazio ampio, e al centro, una delle due sculture bronzee di Igor Mitoraj: il Centauro. L’effetto scenografico è bello come pochi. Le rovine dei templi e del Foro danno ancora l’idea di quanto fosse maestosa questa zona della città. La scultura si sposa perfettamente con l’ambiente, ha la stessa aria di decadenza e abbandono, eppure in realtà ha soltanto trent’anni, e comunica perfettamente con un luogo che ne ha 1970 in più. Brividi puri. Confesso di essere tornata a Pompei soprattutto per vedere i lavori dell’artista polacco. C’è cura anche nella disposizione delle opere stesse, che ripeto, creano effetti scenografici non da poco.
Con la seconda scultura dell’artista c’è un legame quasi affettivo: è il Dedalo. Lo ammiro ogni volta che vado all’università: si scorge dall’autostrada, viaggiando verso Napoli. E’ lì, fiero, ti guarda, con la sua lancia quasi pronto a difendere il sito. Vederlo finalmente dal vivo è stata un’emozione come poche. Non ci si può avvicinare come accade per il Centauro.

 

Da qui, se siete stanchi, potete già uscire. Trovate via porta Marina, e siete vicinissimi alla stazione ferroviaria. Se invece, come noi, non siete ancora sazi, imboccando via del Foro, arrivate direttamente nella zona delle Terme. Le terme per i romani non erano un semplice momento di relax, come spesso le interpretiamo noi. Erano un modo di vivere la giornata. Visitate quelle del foro, e vi rendete conto che anche in un luogo del genere, in cui l’uomo moderno si sarebbe concentrato sulla praticità, i romani hanno visto la bellezza.

A pochi passi, c’è la casa del Fauno. E’ una villa in cui prima di tutto si sono conservati diversi mosaici, tra cui quello all’ingresso con la scritta “Have” (una sorta di zerbino eterno) e un mosaico incredibile che narra le gesta di Alessandro nella battaglia di Issa. Si narra che questo mosaico è l’unica testimonianza fedele del volto di Alessandro il Grande. Non c’è nessun altro documentoche ci possa dire che volto avevesse uno dei più grandi personaggi della Storia. La casa deve comunque il suo nome alla statuetta del Fauno danzante che primeggia appena entrati. Devo avvisarvi che sono tutti modelli riprodotti fedelmente. Gli originali sono conservati al Museo Archeologico di Napoli.

Spero non siate stanchi, perchè prendendo poi la strada del Vico Storto, si arriva alla casa dell’Orso. Siamo entrati per caso, perchè avevamo visto un mosaico all’ingresso della Villa con raffigurato un orso elegantissimo. All’interno poi, le sorprese non erano neanche finite. Un altare votivo dai toni blu davvero stupefacente.

 

Ora, la maggior parte di voi probabilmente sarà stanchissima e non se la sentirà di

Villa dei Misteri, Dettaglio

continuare, non vi giudico, sia chiaro, ma noi abbiamo continuato, e abbiamo visitato anche la Villa dei Misteri.

Mi sento di consigliarvela assolutamente. Dovete sapere che deve il suo nome all’affresco che si trova nella stanza del triclinio. In verità è una villa che si trova molto distante dalle altre, sorgeva in modo da poter avere il mare davanti a sè. L’affresco è davvero suggestivo, imponente, lascia senza parole sia per la sua grandezza, perchè riempie la sala, sia per i colori e l’intensità delle scene. Ammetto, che più di tutto, sono stata rapita dallo sguardo della ragazza alla fine della scena.

Con questo, abbiamo alzato bandiera bianca anche noi di tutte le meraviglie viste durante la visita, e abbiamo lasciato il Parco Archeologico.

Vorrei concludere questo racconto con qualcosa di più utile, perchè tutte queste cose che ho raccontato finora, le trovate su qualsiasi guida. Quindi, concludiamo con i

 

Consigli utili

Quanto tempo ci vuole per fare questo giro? Il giro che abbiamo fatto io ed Enzo ha richiesto cinque ore.  Abbiamo cominciato a girare alle 9 del mattino, con la massima calma, e siamo usciti dal Parco alle 14 circa.

Biglietti? 

Per fortuna noi non abbiamo trovato molte persone, complice il fatto che siamo arrivati di buon mattino, il Parco era aperto da poco tempo e quindi non abbiamo trovato molta gente. Ti consiglio però, soprattutto con l’arrivare delle belle giornate, di prenotare dal sito ufficiale del Parco i biglietti, in modo da saltare la coda. E ovviamente ti consiglio di fare come noi, andare di buon mattino: il sito è assolutamente tranquillo, e ti godi il parco nel più totale silenzio. E’ un valore aggiunto all’escursione, suggestiva già di per sè. Ti lascio il sito web ufficiale da cui comprare i biglietti, comprali solo da qui:

Sito ufficiale Parco Archeologico

Dove mangiare?

In verità, non ti consiglio di mangiare qualcosa lì. Le rosticcerie non mi sono granchè piaciute, consiglio piuttosto di preparare qualcosa al sacco da casa, e di fermarti quando stanco e pranzare lì. Non è assolutamente un problema. L’importante è essere rispettosi del sito che stai visitando, della sua importanza e del suo valore, e di non sporcare. Questo mi sembra ovvio e necessario in qualsiasi angolo della terra, ma in luoghi del genere, a maggior ragione.

Penso di non avere più null’altro da aggiungere, consiglio soltanto di munirsi di scarpe davvero comode. Immaginate le scarpe più comode che avete, e usate quelle. E preparatevi a tornare indietro a fasti mai dimenticati della nostra Storia. Per qualsiasi curiosità, sono a tua completa disposizione, come sempre, un bacione

 

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