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Algoritmo di Instagram: un nemico o un amico?

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Se ne parla praticamente tutti i giorni. E’ il secondo argomento di conversazione nei saloni dei gran signori dopo il meteo e prima della politica: l’algoritmo di Instagram. Dici che sto esagerando? Può darsi. La cosa che però mi ha stranito di più è l’attitudine degli utenti medi rispetto a questo argomento. E’ come quando si parla dell’iperuranio, dell’astrofisica e della particella di Dio. Sai che esiste, ma non sai che faccia abbia e soprattutto quale sia il suo scopo. Un po’ come quando arriva l’inverno e parte la fobia del virus, ho scoperto che l’algoritmo fa lo stesso effetto agli utenti. Per questo motivo ho deciso di fare un po’ di chiarezza, e dare qualche consiglio, per quanto possibile.

Algoritmo: ma che cos’è?

Non è altro che una forma di intelligenza, che ha il compito di decidere al posto tuo cosa mostrarti e cosa no, conoscendo le tue preferenze e i tuoi gusti, le persone con cui interagisci e le cose che cerchi. In base a tutti i fattori che descrivono come tu usi instagram, lui definisce la tua navigazione, e quindi sceglie cosa mostrarti nella homepage, in esplora, ma soprattutto decide se il contenuto che hai pubblicato è buono oppure no. E questa è la parte più complessa che fa dannare chi usa Instagram per scopri lavorativi. Perchè? Perchè non tutti visualizzano il tuo contenuto. E questo è un problema per chi sponsorizza brand su instagram, o lo usa per lavoro. E’ fondamentale che il proprio contenuto venga visualizzato per avere successo. E se non accade partono gli psicodrammi.

Perchè Instagram si comporta così?

Instagram, esattamente come Facebook, sta cercando di rendere la navigazione più “user friendly” e personalizzata in base alle esigenze dell’utente medio. Per chi invece fa un uso professionale del social, cerca di evitare che si imbrogli. Si, perchè devi sapere che molta gente su Instagram, imbroglia. Che cosa significa? Molte persone gonfiano i propri numeri di seguaci e mi piace, in modo da sembrare influenti e quindi appetibili nei confronti dei brand, che ormai cercano sempre di più influencers per la promozione del proprio marchio. Come fanno? Con una serie di strumenti a pagamento, come i bot (ma questa è un’altra storia, se ti interessa approfondirla, lasciami un commento!).

Come lavora l’algoritmo?

L’algoritmo mette in atto una serie di ragionamenti:

  • limita la visualizzazione. Solo il 10% dei tuoi seguaci vede il tuo post appena pubblicato. Dopo di che l’algoritmo si pone una domanda. Il contenuto sta ottenendo molti mi piace nei primi minuti? Si. Allora vuol dire che è un buon contenuto, che potrebbe interessare a più persone. E allora lo mostra a una fetta di seguaci maggiore. E’ davvero molto buono? Si. Allora può finire anche in esplora. L’algoritmo guarda cosa succede sulla tua foto, se si hanno molti likes, molti commenti o salvataggi. Infatti fa pesare di più i commenti e i salvataggi, per un motivo preciso. Il commento richiede più tempo, se tu utente perdi del tempo per lasciare un commento, è indice di interesse. Ci vuole molto più tempo per lasciare un commento che un cuoricino,no?
  • il tuo post è coinvolgente? Si. Se il tuo post è accattivante, instagram ne tiene conto. In che modo? Valuta quanto tempo resti a guardare quel post. Se resti parecchio tempo vuol dire che quel post ti sta piacendo, lo stai leggendo, guardando con attenzione, e quindi questo si traduce nel fatto che è un buon contenuto. E quindi lo premia. Questo è il motivo per cui i video vanno sempre un po’ meglio rispetto alle foto. Ci metti più tempo a guardare un video, almeno 15 secondi in più. E questo si traduce in un miglior engagement.
  • Se il tuo post si comporta come “un contenuto di qualità” secondo l’algoritmo, allora come per un’inerzia dei likes continuerà ad essere mostrato anche qualche ora dopo la sua pubblicazione, e tu prenderai molti likes. Se per un qualche motivo l’algoritmo pensa che il tuo post non sia di qualità, allora ecco che lo penalizza.

Ma quindi è un amico o un nemico questo algoritmo?

L’algoritmo ha come obiettivo quello di far prevalere la qualità di un post e non il suo numero di like. E’ un nostro nemico? In realtà no neanche a questo: perchè semplicemente bisogna imparare a capirlo, e sfruttarlo a proprio vantaggio. In che modo?

  1. Comportati da persona. Instagram è una community, comportati da persona con una community, da essere umano. Quindi non usare strumenti automatici per lasciare like, commenti e per fare follow/unfollow.
  2. Non badare al numero, ma alla qualità dell’interazione. La qualità dell’interazione si definisce con l’engagement. Questo è il parametro chiave di questo nuovo algoritmo: non è importante che ci siano tantissimi likes, ma che ci sia una buona qualità dell’interazione. Questo è il modo per avere un post rilevante. Quindi non struggerti per il numero di likes eccessivamente. Troverai infatti, tra i popular dei vari hashtag, anche fotografie che hanno pochi like rispetto ai tuoi post, ma semmai hanno un engagement più alto, e quindi l’algoritmo li premia. Come capire il proprio engagement? Esistono tanti tool, ma uno davvero valido è Mightyscout.com, che ti consentirà di fare un’analisi molto critica del tuo profilo.
  3. Pubblica sempre alla stessa ora, e cerca di capire tu qual è l’orario in cui le persone della tua cerchia sono più attive.

Spero che questo post ti abbia chiarito maggiormente le idee riguardo l’algoritmo e quindi ti aiuti a usare Instagram in maniera più attenta e consapevole, e soprattutto a vivere meno male la storia dei likes. Per qualsiasi altra curiosità non esitare a scrivermi sotto questo post nel box dei commenti, o se hai piacere di leggere e scoprire qualcosa in più su qualsiasi altro argomento, non esitare a contattarmi! Un bacione!

Hai altri cinque minuti?

Abbiamo analizzato l’algoritmo, passiamo a qualcosa di più visual. Cosa ne pensi dei preset che ormai sono tanto di moda su Instagram? Io voglio spiegarti perchè i preset possono essere un limite.

 

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