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Napoli: tre cibi street food da non perdere

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Oggi ti porto a mangiare a Napoli. Tutto nasce un fine settimana di Marzo, quando pubblico su Instagram la foto della frittatina di Di Matteo e una dichiarazione d’amore eterno a quest’ultima. Questa storia finisce con me in lacrime perchè scopro che molti dei miei contatti non hanno minimamente idea di cosa sia la frittatina. Molti non conoscono quale sia la differenza con la pizza fritta, e a sua volta con la pizza a portafoglio. Un disastro insomma. Vengo oggi, in pace, con la mega pentola dell’olio già pronta. Ti porto tra le strade più profumate di Napoli, per farti intraprendere un viaggio che più gourmet non si può. Mangiare a Napoli è un’esperienza tra il sublime e l’artistico, vedrai.

Il cibo è amore, ma soprattutto tradizione

Mi perplime sapere che molti visitano Napoli ma non hanno mai mangiato una serie di cose tipiche. Passi per le varie interiora cucinate, parlo di tutta una parte della tradizione partenopea a base di carboidrati hot. Dietro ogni piatto c’è una storia, dietro ogni storia, una tradizione. Dietro tutto ciò, l’anima più vera e buona di Napoli, da assaporare per strada mentre si passeggia. Proprio per questo ho deciso di presentarteli uno per uno, con le loro storie. Spero di riuscire a far arrivare anche un po’ di profumo. Giusto quel po’ che ti fa venire voglia di prenotare il tuo viaggio a Napoli per venire a provarle tu stesso!

La frittatina

Sicuramente la più particolare, la frittatina di pasta nasce da una trasgressione di uno zio e di un nipote. A Napoli è sempre stato uso comune non buttare via niente. E’ celebre la fritttata e maccarun, preparata con gli spaghetti del giorno prima. Dallo stesso concetto nasce anche la frittatina di pasta. Il signor Di Matteo ha raccontato che la frittatina fu preparata per la prima volta intorno agli anni ’90. Lui era un adolescente e il padre, nonostante sapesse della bontà del prodotto, non era d’accordo nel metterla sul mercato. Lo zio di Salvatore decide insieme al nipote, di testare di nascosto il prodotto e farlo assaggiare al pubblico. In soli dieci giorni, non fu più una semplice frittatina, ma “la frittatina di Di Matteo”. Se ti racconto cosa c’è dentro, probabilmente storcerai il naso, ma se vai direttamente ad assaggiarla, in via dei Tribunali 94, ti innamorerai. Fatta rigorosamente con i bucatini, la besciamella, i piselli, carne macinata, questo agglomerato di pasta viene schiacciato. Passato in una pastella, viene poi fritto e servito come street food. E’ la vita mia.

La pizza fritta

Tutt’altra cosa è la pizza fritta, anche se nasce anch’essa dal genio napoletano e da un’evidente bisogno di arrangiarsi dovuto ai tempi molto difficili. Alla fine della seconda Guerra mondiale la tradizionale pizza era diventata un lusso. Mancavano gli ingredienti per condirla e soprattutto i forni a legna, molti dei quali andati distrutti nei combattimenti. Così si pensò di friggere nell’olio bollente l’impasto, che si gonfiava e dava la sensazione di maggiore sazietà. Ci si metteva dentro quello che c’era: la ricotta, che arrivava dalle campagne a poco prezzo, e i ciccioli. I ciccioli o cigoli, erano pezzi di grasso di maiale che erano considerati scarti. Ad oggi, si aggiungono anche pomodoro e perchè no, salumi. La mia preferita resta quella di Sorbillo, con pomodoro, ricotta e mozzarella. E una bella spruzzatina di pepe.

La pizza a portafoglio

La più antica pizzeria che fa pizze a portafoglio, e vanta di averla inventata, si trova a Port’Alba. Ora che scrivo è chiusa per lavori di ristrutturazione. E’ lo street food per eccellenza, l’idea di fast food partenopeo. Con meno di due euro mangi rapidamente una vera pizza. Ha infatti gli stessi identici ingredienti e cottura, ma viene piegata in modo così compatto da tenerla con una sola mano. Fece tanto parlare il famoso spot napoletano in risposta al McDonald, in cui si contestava l’idea americana di Fast Food. Non l’hai visto? Devi troppo guardarlo!

Penso sia superfluo parlarti poi della regina per eccellenza, ovvero la pizza classica. Ti è venuta fame, vero? Non ti preoccupare, se non sai ancora come organizzare il tuo itinerario Gourmet, ti lascio la lista dei dieci posti in cui amo mangiare a Napoli. Ovviamente aspetto di sapere se proverai qualcuna di queste cose, e cosa ti è particolarmente piaciuto!

Un abbraccio fritto

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